Alla cortese attenzione dell’Ambasciatore
della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Mr. Dong Jinyi
Eccellenza, le scrivo questa lettera in qualità di Presidente della associazione
sammarinese Oasiverde che ha come principale scopo, quello di difendere e vedere
garantiti i diritti di tutte le persone, il diritto a vivere in pace e in
maniera dignitosa.
Tutti i media della terra ci informano di quanto sta avvenendo in terra
tibetana. E in merito allo spregevole abuso ai danni del popolo tibetano, non
posso nasconderle la mia indignazione. Una azione vergognosa verso un popolo che
pacificamente manifesta per denunciare gli abusi e la violenta repressione a cui
la propria cultura ed identità è barbaramente sottoposta sin dal 1950.
Il suo popolo, dopo l’occupazione del Tibet, ha tentato di eliminare di questa
regione la lingua, la religione e il suo patrimonio culturale ed ogni traccia di
identità nazionale. Le strutture e le tradizioni di questa civiltà millenaria
sono state brutalmente distrutte: templi, manoscritti, immagini religiose… e
l’unico modo per trasformare i tibetani in cinesi è forse stato quello di
sopprimere i tibetani stessi.
Grazie al Dalai Lama e al suo governo in elisio in India è stato possibile
preservare l’integrità della comunità tibetana. L’aberrante violenza perpetrata
nel corso degli anni dal governo cinese, sembra essersi rinnovata con veemenza
con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Pechino, che per loro natura sono un
evento-simbolo di tolleranza tra i Paesi.
E il governo cinese, proprio in Tibet, sta violando i più elementari diritti
umani sanciti dalla Convenzione Internazionale dei diritti Civili. Primo fra
tutti il diritto a manifestare pacificamente.
Oasiverde ritiene fondamentale diffondere l’innocenza del popolo tibetano.
Popolo legato alla spiritualità che continua a vivere nonostante le brutali
persecuzioni alle quali, da troppo tempo, è sottoposto. Altrettanto brutale è
l’indifferenza con la quale, silenziosamente, viene approvato questo genocidio
al solo scopo di preservare rapporti economici con la Cina.
Con rammarico porto alla sua conoscenza l’atteggiamento che ebbe la Repubblica
di San Marino in occasione della visita del Dalai Lama nel luglio del 2005.
Con banali scuse e puerili giustificazioni venne negata l’autorizzazione ad
entrare all’interno dei nostri confini. Il premio Nobel per la Pace nel 1989,
potè, così, leggere solamente dall’esterno la frase di benvenuto, riportata sul
portale di ingresso, che storicamente inneggia alla nostra terra e invoca
sentimenti di Libertà.
Tuttavia, in questi giorni, alcuni esponenti di partiti politici del mio paese,
hanno condannato la repressione cinese ed espresso parole di solidarietà in
favore della causa tibetana. Inoltre, nel Parlamento sammarinese alcuni
consiglieri hanno proposto un Ordine del Giorno per valutare se sia opportuna la
partecipazione degli atleti di San Marino alle Olimpiadi. Come associazione in
favore dei diritti umani abbiamo sollecitato il governo a mantenere una
posizione in favore del dialogo ma determinata.
La invito quindi
a riflettere su quanto sta accadendo in Tibet e a suggerire al suo governo frasi
di dialogo nei confronti del popolo tibetano
Con osservanza e
fiduciosa speranza
Davide De Biagi
Presidente
Oasiverde
“Se il
Tetto del Mondo crolla,
potrebbe crollare anche il resto Mondo".
-Tenzin Gyatso- Dalai Lama