L’asino, addomesticato ancor
prima del cavallo circa 7000 anni fa, è sempre stato a fianco dell’uomo, che lo
ha utilizzato per molteplici funzioni quali:
soma, traino, sella, trasporto e lavoro in ambito contadino ma anche
bellico-militare.
La sua presenza divenne una
caratteristica al fianco della gente semplice delle campagne, delle persone
povere, dei contadini, dei mercanti, di intere famiglie,
come primo compagno di viaggio nel tiro del carro o per la produzione di
latte (in ridotte quantità ma in grandissima qualità biologica).
Spesso però a causa della sua
natura forte e robusta ma anche sobria e frugale, è stato trattato con minor
cura e maggior durezza rispetto ad altri animali domestici, attraverso forme di sfruttamento delle sue doti di adattamento alla
fatica e di sopportazione.
Più tardi l’industrializzazione e la diffusione di macchine agricole efficienti
hanno reso l’asino sempre meno “utile”
cosicché in nazioni come l’Italia questo animale oggi rischia l’estinzione.
Oasiverde vuole creare una
‘cultura asinina’ che svincoli questo nobile animale da quei ruoli che lo hanno
visto protagonista sfruttato nel rapporto con l’uomo,
per proporre un approccio del tutto nuovo che permetta di scoprirne la
sensibilità e l’intelligenza come protagonista vero e non come
un semplice strumento animato: innanzitutto scoprendone la storia a
livello anche locale, percorrendo con trekking someggiati e semplici
passeggiate le antiche mulattiere della Repubblica; in secondo luogo
favorendone un approccio didattico-integrativo anche tramite l’onoterapia.
L’asino ha una sua
peculiarità che lo rende assolutamente prezioso: è l’unico animale che può unire
le qualità del “pet”, piccolo animale da affezione come il cane
(si pensi alla pet-terapy), a quelle dell’animale di dimensioni più grandi (ad
esempio il cavallo) che permetta di sviluppare anche attività sull’animale
stesso.
Con l’asino si possono fare tutte le attività tipiche del contatto col pet:
spazzolarlo, accarezzarlo, dargli da mangiare, passeggiare al suo fianco
tenendolo per la capezza,
giocare insieme, (e qualche “pacca” sulla groppa o sul collo per sbaglio troppo
energica, sarà percepita con disinteresse da parte dell’animale grazie alla sua
indole paziente);
ma al tempo stesso ci si potrà montare sopra, farsi portare, lavorare
sulla monta a pelo. Abbiamo quindi una duplice esperienza:
nella prima le sensazioni da “pet“ permettono che la persona si senta
accolta dall’animale, mentre nella seconda sarà l’animale ad accogliere noi.
Inoltre l’asino trasmette un
senso di serenità, è di piccola mole e di indole tranquilla:
davanti ad un pericolo sia esso un rumore o una situazione di confusione la sua
reazione è quella di fermarsi, trasmettendo un senso di sicurezza.
Infatti rientra nella classificazione dei “predati”, ma a differenza dell’amico
cavallo che sfrutta la sua atleticità per scappare dai pericoli, l’asino punta
tutto sulla sua staticità e determinazione.
Anche la conformazione anatomica della scapola, in particolare la sua
inclinazione rispetto all’omero nell’articolazione della spalla, evidenzia come
il cavallo sia strutturato
per un gesto atletico di estensione dell’arto e quindi di corsa mentre
l’asino abbia una struttura più dedicata al passo corto con la possibilità di
gestire carichi maggiori.
L’asino fa da mediatore
ideale tra i bambini e la natura: in un bosco riesce senza parola alcuna a
trasmettere attraverso la dolcezza,
la sensibilità, il passo lento e lo spirito di osservazione, il modo
giusto di approcciare il verde e la natura, insegnando all’uomo come esso non
sia unico abitante
di questo pianeta ma come in realtà siamo circondati da esseri viventi che
hanno bisogno di rispetto e considerazione. Qui siamo noi ad imparare dagli
asini.
Chi ha già visitato Oasiverde
è sicuramente a conoscenza dei problemi logistici dell’accesso all’area, tuttora
irrisolti.
A questo proposito abbiamo scoperto un’altra apprezzabile qualità dei
nostri asini.
Essendo infatti sempre stata
rimandata la possibilità di collaborare con i bambini delle scuole a causa della
mancanza di un accesso adeguato che garantisse
anche il raggiungimento da parte dei mezzi di soccorso (ed avendo ormai
fatta nostra la pazienza e lo spirito di sopportazione tipica dell’asino),
quest’anno siamo decisi a non accettare ulteriori rinvii, con un progetto
che assecondi un’altra caratteristica tipica dell’asino che è la gestibilità,
conducendo direttamente i nostri asini nel cortile delle scuole così da
creare attività ludiche in loco che permettano un primo approccio con i nostri
animali,
ed organizzando passeggiate estive che mettano le famiglie sammarinesi in
un contatto più vivo col loro territorio.
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NADiRinforma: Asini, somari, animali. Poche persone ancora oggi tengono in
grande considerazione gli animali cosiddetti da soma, molti li ricordano.
Movimenti lenti e costanti di portatori di acqua e persone, dalle vaste
pianure desertiche fino alle montagne più erte.
L'asino come il cammello, il dromedario o anche il suo più immediato parente, il
mulo, esprime col suo sguardo mite una anacronistica lentezza,
il respiro di un mondo che più che dimenticato si vuole dimenticare.
Nell'epoca della crescita assoluta e incontrollata, quanto peso hanno ancora
oggi questi animali?
Il movimento degli asinari italiani lavora per la rivalutazione di questo
portatore sano di lentezza scandita a un passo a cui facilmente ci si può
accordare,
un ritmo in grado di giungere al sorpasso della stessa evo-rivoluzione
industriale che ora pare selezionarlo per una precoce estinzione.